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Giampaolo paci dal basket professionistico alle arti visive un balzo nella fotografia contemporanea
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Giampaolo Paci: dal basket professionistico alle arti visive. Un 'balzo' nella fotografia contemporanea
 

Giampaolo Paci: dal basket professionistico alle arti visive. Un 'balzo' nella fotografia contemporanea

03-08-2017

Raccontare storie, ma anche - come ricorda Steve McCurry in una sua intervista - cogliere "quell’attimo di autenticità e spontaneità capace di raccontare una persona o, in senso più ampio, di mettere in relazione la vita di una persona con la nostra esperienza umana". Questo è il ruolo della fotografia, l'arte di rendere imperituro anche il più breve e fugace momento della nostra esistenza.

All'interno della Promenade du Port di Porto Cervo il compito di rappresentare l'anima della fotografia è affidato a Paci Contemporary, la galleria d'arte guidata da Giampaolo Paci, ex cestista professionista (con le maglie di Treviso, Milano e Rimini) con la passione per gli scatti d'autore. Le opere esposte, oltre che per la qualità dello scatto e della stampa, sono accuratamente selezionate per il loro impareggiabile valore storico. La mostra attualmente in atto, ad esempio, dal titolo "Moda e Cinema", raccoglie i "ritratti" che, nel 1962, un giovanissimo Bert Stern ebbe il privilegio di realizzare per Vogue con la Diva per eccellenza, Marylin Monroe, solo poche settimane prima della sua morte. Ecco perché la collezione, pubblicata postuma nel 1982, prende il nome di "The Last Sitting".

Ma ci sono anche le fotografie dell'ungherese Martin Munkàcsi, celebre pioniere della fotografia di moda. A lui appartiene la paternità di un'istantanea datata 1933 e considerata oggi la prima fotografia ufficiale di moda di tutti i tempi.

Un luogo di storia, dunque, dove il tempo è stato letteralmente fermato con stile e sensibilità artistica dai maggiori fotografi internazionali del XX secolo. Perché in fondo, moda, cinema e fotografia - come anche lo sport, il mondo da cui Giampaolo proviene - hanno in comune proprio questa peculiarità: dilatare all'infinito la durata di un momento di gloria.