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Il futuro del retail si chiama immersive experience
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Il futuro del retail si chiama Immersive Experience
 

Il futuro del retail si chiama Immersive Experience

12-08-2016

 

Il futuro del mercato del lusso va ormai verso un superamento del mero atto di acquisto (e quindi del semplice possessodi un oggetto) in favore di un maggiore coinvolgimento emotivo nei confronti del prodotto e del suo heritage.

Sta emergendo, infatti, una nuova classe di consumatori che, piuttosto che possedere oggetti ritenuti ormai degli status symbol, desidera entrare in contatto con prodotti e servizi di particolare fattura e possiede altresì la sensibilità culturale (e la disponibilità economica) per apprezzarne l’autenticità.

 

È importante, quindi,cominciare ad adottare una serie di accorgimenti finalizzati ad intercettare e ad ampliare le emozioni di questa clientela, utilizzando, ad esempio, tecnologie innovative (computer graphic, video mapping e realtà aumentata) che interagiscano con i sensi e con le emozioni dell'uomo.

In un'ottica di evoluzione del Cultural District che sta influenzando il mondo del retail, da quest'anno la Promenade du Port ospiterà Senso Immersive, l'azienda padovana creata da Mick Odelli giunta 3a tra 898 start-upin tutta Italia al contest indetto da UniCredit Start Lab.

Per prodotti legati ad aspetti emozionali, le caratteristiche proprie di questa piattaforma rappresentano sicuramente un fattore vincente; come nel caso del suggestivo “espositore tecnologico” denominato "Teca" che consente di modificare colori e finiture di qualsiasi oggetto posto al suo interno e di vederne le infinite varianti in tempo reale. Ma non finisce qui. Grazie all'utilizzo di sensori nascosti, è possibile proiettare arredi, elementi decorativi, scenari ed atmosfere all'interno di un ambiente sostanzialmente neutro, innescando, al momento del contatto con l’oggetto una serie di effetti speciali in grado di veicolare emozioni ed esperienze sensoriali altamente stimolanti.

Tutto ciò è destinato a rivoluzionare completamente il mercato del lusso e si rivela particolarmente efficace per formule commerciali non convenzionali come temporary e concept store, in quanto trasforma il processo di acquisto in un momento di piacere per i sensi.

Come sostiene Sergio Aversa, Ceo di Creative Web Studio - marketing e communication, in qualità di consulente per la Promenade, "tutti questi fattori vanno ad agire sul cliente durante quello che, nel marketing, si definisce il momento zero della verità, ovvero l'attimo in cui il cliente si trova per la prima volta a contatto con un bene e ne valuta l’acquisto. La combinazione di tecnologia e contenuti amplia infatti le capacità cognitive e sensoriali di un individuo, agendo direttamente sulla sua capacità di percezione: maggiore sarà la qualità del prodotto, maggiori saranno i contenuti applicabili e quindi il valore percepito. Ciò è particolarmente vero per i beni di pregio perché si possono valorizzare in un attimo tutte le caratteristiche che rendono lussuoso un prodotto di qualità certa (fattura, provenienza delle materie prime, lavorazione ecc.), a prescindere dal brand".

Secondo Mick Odelli, Ceo di Senso – Immersive technologies start-up, siamo già di fronte, ormai, alla realtà aumentata 2.0. Contrariamente a quella 1.0, fruibile esclusivamente attraverso dispositivi elettronici, questa tecnologia utilizza sensori e proiettori nascosti che lavorano su tutti quegli elementi intangibili comunque legati all’essenza del prodotto.

"Sono entusiasta delle potenzialità derivanti dalla combinazione di idee, design, arte e tecnologia - ha affermato Andrea Brugnoni, curatore della Promenade du Port - e mi piace considerami una sorta di trait d’union fra tutti questi settori. Ecco perché ho voluto realizzare un concept store alla Promenadedu Port, coniugando la tecnologia di Senso, il design di Mo Coppoletta e lo charme di Rolls-Royce. Ritengo che siamo solo all’inizio di un trend rivoluzionario e sono entusiasmato dalle innumerevoli opportunità future.”