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U-Gallery: il simbolismo dell'arte russa a Porto Cervo
 

U-Gallery: il simbolismo dell'arte russa a Porto Cervo

25-06-2016

'L'arte è la mia vita, la mia passione e il mio amore'. Si presenta così Kristina Rubiner, artista moscovita titolare della U-Gallery, lo spazio espositivo nato alla Promenade du Port e ora lanciato verso palcoscenici internazionali dopo la scintilla d'amore scoccata tra l'anima russa di Kristina e l'incredibile atmosfera della Sardegna.

La sua è un'arte simbolica, mistica, spirituale, in cui i simboli di una cultura universale si fondono in elementi comuni a tutta l'umanità. 'Quello dell'universalità è un concetto in cui credo fermamente - prosegue Kristina - tanto che il disegno della U ricorda proprio quello dell'infinito, a testimonianza del fatto che tutto è profondamente interconnesso in una preziosa armonia. La mia arte, infatti, non parla di bellezza, ma di qualcosa di personale, come se ognuno potesse trovare nelle mie opere quel simbolo o quel segno in cui si identifica o che meglio lo rappresenta. Il mio braccialetto, ad esempio, è la prima cosa che ho realizzato e raffigura, appunto, la genesi: l'inizio di tutto'.

Tra le opere di maggior rilevo, quelle di un artista russo nato nella remota Siberia, nel piccolo villaggio di Ukurik, ad alcuni chilometri dal confine con la Mongolia. Un artista la cui vita rischiò di essere spezzata da una malattia all'età di soli 15 anni. Fu solo quando ormai tutto sembrava perduto che i genitori decisero di portarlo da uno sciamano, che disse loro: 'se il ragazzo vivrà, diventerà una persona conosciuta e stimata in tutto il mondo e aiuterà le persone attraverso le sue opere'. 

Il ragazzo sopravvisse. Il suo nome è Dashi Namdakov